Legenda żeglujących gór PDF ↠ Legenda

Legenda żeglujących gór [PDF / Epub] ☀ Legenda żeglujących gór ✍ Paolo Rumiz – Buyprobolan50.co.uk To podróż której początek i koniec tkwi w morzu a trasa wędrówki wynurzywszy się z głębin unosi się w górę – nad wyłaniającym się archipelagiemPaolo Rumiz przemierzył tysiące kilome To podróż której początek i koniec tkwi w morzu a trasa wędrówki wynurzywszy się z głębin unosi się w górę – nad wyłaniającym się archipelagiemPaolo Rumiz przemierzył tysiące kilometrów wzdłuż górskiego garbu Włoch – wieloryba Legenda żeglujących eBook Ô Droga wiodła przez Alpy i Apeniny od zatoki Kvarner aż do Capo Sud najbardziej wysuniętego na południe punktu półwyspuWędrował przez doliny w których żyły muflony Mijał domy dróżników przemierzał słynne górskie serpentyny Biwakował w jaskiniach chroniąc się przed ulewnym deszczem odwiedzał sanktuaria gdzie pogańskie bóstwa wciąż pojawiają się za plecami świętych Spotykał kłusowników strażników legendarnych schronisk muzyków którzy w tej niezwykłej krainie poszukują swoich korzeni Rumiz przedstawia Włochy których zazwyczaj się nie dostrzega i do których nie docierają turyści.


About the Author: Paolo Rumiz

Paolo Rumiz è un giornalista e scrittore italianoInviato speciale del Piccolo di Trieste e in seguito editorialista di la Repubblica segue dal gli eventi dell'area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia segue Legenda żeglujących eBook Ô in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia ed ErzegovinaNel novembre è stato inviato ad Islamabad e successivamente a K.



10 thoughts on “Legenda żeglujących gór

  1. Gauss74 Gauss74 says:

    E' la cronaca del famoso reporter Paolo Rumiz di un viaggio a bordo di una improbabile Topolino d'epoca alla riscoperta delle nostre montagne e delle nostre valli alpine ed appenninicheE' un mondo parallelo che ha percorso una evoluzione sociale e culturale diversa da uella comune e uesto non stupisce perchè il mondo della superconnessione dell'alta velocità della globalizzazione non può accettare di essere frenato da vincoli grandi come montagne e finisce col tagliarle fuori Può uindi essere arricchente ritrovare anche solo attraverso il racconto di un buon giornalista il significato di una vita dai ritmi diversi di un silenzio fatto di rumori di un viaggio che non è solo tempo e destinazione ma anche incontro e scoperta di una umanità diversa che non si rassegna ad uniformarsiDa uesto punto di vista mi è piaciuto uesto libro perchè da buon disadattato mi sono sempre separato dalla massa dei vincitori in corsa alla ricerca delle piccole cose che nessuno apprezza ma il cui valore vale la pena ricordare Al pari di Rumiz trovo davvero scandaloso che ci si dimentichi uanto possono essere belli una siepe in una strada di campagna in Primavera il ru du un ruscello gonfio dopo che è piovuto il rombante cinguettio di un vecchio albero pieno di uccelli di ogni tipoIl libro scade invece in una deludente ristrettezza di vedute uando affronta l'aspetto politico ecologico del racconto delle nostre montagne che si trovano ad affrontare la minaccia reale ed invasiva del cambiamento climatico della cementificazione che sconvolge l'assetto idrogeologico di scelte economiche che non tengono conto di particolarismi preziosi ma che non fanno massa critica Si nota da subito un'esterofilia che suona molto più come slogan che come un approfondimento gli svizzeri gli austriaci e gli sloveni sono più bravi a priori nel tutelare le loro montagne non ci si pone domande nè si danno possibili spiegazioni nè politiche nè economiche nè culturali sul perchè uesto accada Allo stesso modo a fianco della giustificata denuncia ecologica dello sfruttamento delle montagne non è nemmeno accennato il punto critico che esso è solo un aspetto del problema più grande di una nazione molto popolosa ma cronicamente povera di risorse che perciò difficilmente può rinunciare alla leggera a prendere uelle poche che ci sono senza trascurare l'effetto deleterio della corruzione che pure invece è denunciata in lungo ed in largoPer dare un significato politico a uesto bel racconto a mio parere Rumiz avrebbe dovuto dare alle sue riflessioni un respiro assai più ampio; uesta ristrettezza di vedute che si limita pur doverosamente a dar voce ad una umanità dimenticata ed ad un bellissimo ma minacciato ambiente finisce con l'inuinare anche il ritratto della vita di uesti luoghiUna rappresentazione arcadica ed agreste della vita pastorale montanara che abbastanza esplicitamente allude ad un ritorno almeno parziale ad una Italia pre industriale somiglia troppo ad un si stava meglio uando si stava peggio senza tener conto che tra uelle bellissime cime incontaminate si moriva di pellagra le donne erano costrette dalla fame a salutare i mariti che partivano per lavorare all'estero come salariato subumano l'analfabetismo sfiorava l'80%Fosse stata la cronaca di una Italia tagliata fuori e dimenticata sarebbe stato un gran bel libro Ma se vuole anche essere una denuncia politica e sociale ci vedo ancora un sapore polemico ed una giornalistica ristrettezza di vedute Ryszard Kapuscinski è ancora lontano


  2. Paolo del ventoso Est Paolo del ventoso Est says:

    Diciamo la verità io faccio parte di uella nutrita schiera di fantozziani che le vacanze le passa per lo più in fila in autostrada Nei momenti migliori mi trovate spiaggiato sulla rena limacciosa di Grado a giocare con i figli In genere per una settimana di vacanze rigorosamente in agosto spendo un fottìo di soldi e almeno uno dei figli ha ritualmente la febbre o vomitauindi potrete capire che non amo molto le coppie che a cena ti raccontano che in vacanza hanno speso un'inezia per trovare paradisi terrestri totalmente disabitati acue cristalline fate sirene e cornucopie di felicità cibi sani e prelibati Allo stesso tempo provo pure un pizzico di invidia ma in fondo non riuscirei mai a condividere un viaggio con uegli amici sportivi che partono con zaino pedule e tendina montabile alla volta di mostruose catene rocciose dove il più louace dei compagni che incontri è il gufo e l'acua dei torrenti rischia di trasformare un rigenerante pediluvio in una cancrena da congelamentoRumiz è un tipo così Un po' burbero misantropo con la gente di città e compagno di bevute di orsi felici alla Mauro Corona allergico ad autogrill e stabilimenti inforca la bici e sale per il Carso fino a farsi inghiottire da ualche farra grotta osteria di MacondoDella scuola dei Terzani e dei Kapuscinski ma formato anche dagli incontri con alpinisti leggendari come Walter Bonatti o mitici custodi di rifugio come Ulysse Borgeat il giornalista randagio Rumiz dall'inconfondibile accento giuliano ha il vizio delle carte geografiche la passione per i toponimi ed una scrittura bella carica ricca di immagini e tornanti chè il rettilineo non accorcia un bel nienteIn uesto viaggio sulla spina dorsale italiana dall'estremità orientale delle Alpi all'Aspromonte a piedi in bici o su una Topolino del '53 che fa un po' troppo snob vintage a dir la verità Rumiz accende il focherello della nostalgia romantica nei nostri cuori uel senso di malinconica bellezza che ci scalda dentro come un grappino svelando gli avamposti più inimmaginabili di un'Italia segreta e poco battuta alternando chiaccherate vip con Guccini Rigoni Stern o Capossela a racconti di vecchi montanari sconosciuti barbuti locandieri affiniUn viaggio topografico che solletica l'immaginazione di noi che stiamo molto a valle di uei gelidi torrenti d'alta uota e ne raccogliamo le infinitesime particelle rimaste col secchiello incrostato di sabbia e alghe Noi poveri carovanieri dell'A4 padri di famiglia un po' fuori forma che durante i tragitti a pieno carico mentre l'autoradio ci spara impietosamente Laura Pausini o il coccodrillocomefà con la coda dell'occhio seguiamo il percorso sinuoso di un sentierello che sparisce dietro la collina a lato dell'autostrada e il nostro Indiana Jones interiore sospira un pochino Anche se pure si mette in pace uando dallo specchietto retrovisore vediamo il demonietto che ronfa a bocca aperta sul seggiolone e pensiamo che non c'è Rio delle Amazzoni nè Kilimangiaro che possa valere uei pomeriggi passati a giocare a Batman made in China contro la tigre made in China in un epico scontro con crema e cappellino sotto lo zenit a ferragosto


  3. Dvd (Abacab) Dvd (Abacab) says:

    Resoconto di due viaggi il primo in bici e a piedi a cavallo modo di dire l'euino non c'entra niente delle Alpi da est a ovest; il secondo sulla groppa degli Appennini da nord a sud con vecchia Topolino anni '50 Il resoconto è l'elogio della lentezza e dei bei tempi andati anche troppo in certi punti certe filippiche contro la modernità e taluni suoi capisaldi come il ru la frenesia la velocità l'inuinamento e l'appropriazione del territorio mi sono parse un po' troppo ideologizzate e ipocrite visto che Rumiz come tutti noi in uelle cose c'ha allegramente e beatamente sguazzato per decenni finché c'erano soldi lavoro e le cose andavano bene e forse alla lunga perde un po' la presa sul lettorePensandoci credo che uest'ultima sia la pecca principale di tutti i racconti di viaggi che non essendo né romanzi con fili e trame narrativi né raccolte di racconti brevi uindi romanzi in piccolo con l'andare delle pagine hanno la tendenza ad acuietarsi e a far perdere la curiosità e l'ansiogeno desiderio di chi legge di sapere come va a finire la storiaPur non essendo assolutamente esperto su uesto genere di libri certamente si può dire che Rumiz scrive benissimo e le sue riflessioni estemporanee dettate dall'incontro con una persona o da un paesaggio sono raramente banali anche se forse un pò troppo ben scritte frutto più della rielaborazione fatta ex post a tavolino che del lampo istantaneo ma ripeto davvero ben scritte e ben pensate; ha inoltre una grande capacità nel passare da uno stile lirico e intimista a uno più volutamente rustico e ruspante che s'adatta perfettamente alle situazione e ai montanari che incontra e lo dico da orgoglioso montanaro Libro ricchissimo d'aneddoti molto interessanti che mostra come uesto disgraziatissimo paese abbai risorse inimmaginabili in posti introvabili e che ha sacrificato nel nome d'una modernità che ora in ualunue modo la si possa pensare sta mostrando tutti i suoi limitiRipensare a uei luoghi e ridefinirli a livello politico magari favorendone economia e ripopolamento in maniera sostenibile non può che essere giusto così come ricordare il nostro passato contadino e le nostre origini seppellite da un ridicolo sudario di vergogna piccolo borgheseComplimenti a Rumiz alla fineFra l'altro ricordo che per il ripopolamento dell'appennino calabro ci sono circa un migliaio di braccia ignominiosamente sottratte al pascolo e all'aratura che aspettano ansiose di dare finalmente un contributo concreto al patrio suolo sedute in una certa aula grigia e sorda bivacco di manipoli lo sarà fra poco agli ordini del Webmaster non so se avete colto l'ironia e molte di più attendono in simili aule lungo tutta le penisolaoddioalla prossima luna piena mi trasformerò in un grillesco mannarotroppa indignazione troppo smarrimentoAIUTATEMI


  4. Andrea Prete Andrea Prete says:

    e ti trasmette la voglia di scoprire un’altra Italia


  5. Charlie Charlie says:

    Un libro che non lascia indifferenteAttraverso le Alpi in bicicletta e poi giù per gli Appennini fino all'Aspromonte in Topolino tutto per raccontare un'Italia dimenticata e trascurata da uomini e istituzioni pastori erranti consorzi di ragazze allevatrici di pecore boscaioli solitari taverne dove si raccontano le gesta di Annibale e guardiani di rifugi rubati all'Odissea Paolo Rumiz dà il meglio di se e tira fuori dal cilindro fraseggi e soliloui di grande poesia riuscendo a far sognare pur mantenendo i piedi per terra e non risparmiando anche decise stoccate al sistema Italia di burocrati e palazzinariA me ha fatto molto pensare e anche rivalutare tanti aspetti di un'Italia che non conoscevo Dieci euro spesi benissimo consigliato


  6. Maria Beltrami Maria Beltrami says:

    Due incredibili viaggi lungo le due grandi catene montuose che reggono la nostra penisola Una serie di articoli che mettono ciascuno la voglia di partire riuniti in un libro che è un inno a un'Italia diversa da uella del grande traffico e delle autostrade un'Italia da decrescita felice anche se spesso non accettataUna serie di incontri magici con grandi personaggi conosciuti sconosciuti e misconosciuti che di ueste montagne sono abitanti figli e rappresentantiUna scrittura deliziosa veramente un grande libro


  7. Alisea Alisea says:

    Un viaggio di settemila chilometri che cavalca la gobba montuosa della balena Italia lungo Alpi e Appennini dal Golfo del uarnaro Fiume a CapoSud punto più meridionale della Penisola per scoprire un'Italia silenziosa operosa e ricca di piccole storie In alcuni parti troppo dettagliato al punto da essere noioso ma nell'insieme ogni passo è come il tassello di un puzzle che incastrato tra il precedente e il successivo va a formare un uadro meraviglioso


  8. Monika Monika says:

    Jeśli kiedyś wybiorę się w Apeniny to na pewno z powodu tej książki


  9. Svalbard Svalbard says:

    Un altro viaggio per Paolo Rumiz che ha l’incredibile capacità di andare a incontrare l’inusuale appena oltre la porta di casa che sia sulle tracce di Annibale di un confine o di un lungo percorso in bicicletta uesto viaggio che in realtà sono due lo porta lungo l’asse delle montagne italiane le Alpi dall’Istria a Nizza e poi gli Appennini dalla Liguria all’Aspromonte Ovviamente non è un viaggio solo di chilometri e di paesaggi; Rumiz ha l’eccellente capacità di entrare in empatia con tutte le persone che incontra note o meno note Possono essere amici viandanti gente incontrata per caso o personalità note o anche famigerate almeno in un caso ma ciascuno di loro ha una storia da raccontare e gliela racconta Così viaggiando lungo le alpi Rumiz incontra tra gli altri Rigoni Stern Mauro Corona ascolta il violoncello di Mario Brunello in una foresta di conifere alla ricerca di una risonanza ideale; Walter Bonatti Messner no stranamente e anche Haider il famigerato di cui sopra che più che uno xenofobo non peggiore dei tanti che abbiamo a casa nostra puntualizza Rumiz gli sembra uno affamato di piacere e di ottenere il consenso Incontra anche personaggi meno noti o del tutto sconosciuti che pure hanno molto da raccontare come Francesco Bider che sarebbe poi andato a combattere in Bosnia contro Milosevic e vi sarebbe morto Rumiz racconta anche storie poco edificanti Come uelle di una cooperativa agraria in Veneto nata nell’ambito delle Acli e fatta fallire dall’ostilità delle gerarchie politiche ed ecclesiastiche che vi vedevano troppo “rosso” in controluce e stiamo parlando degli anni Ottanta mica del 1948 con i cosacchi in piazza san Pietro; come la scoperta dell’uomo di Similaun la nota mummia restituita dal ghiacciaio del cui onore il reale scopritore il tedesco Helmut Simon è stato “espropriato” dall’Alto Adige desideroso di avocare a se tutto del misterioso reperto compreso l’onore della scoperta i coniugi Simon dovettero andare per vie legali ricevendo soddisfazione dall’Alto Adige solo nel 2010 posteriormente alla pubblicazione di uesto libro; ma Helmut era morto nel 2004 in seguito a un incidente in montagna Rumiz parla di un ualche tipo di identificazione tra lui e la mummia; del traforo della TAV tra Firenze e Bologna che ha devastato il sistema idrogeologico di tutta la zona inaridendo campi e sorgenti Rumiz aveva percorso il tunnel durante i lavori e ne aveva parlato con ammirazione su Repubblica venendo duramente attaccato dagli ecologisti che lo invitarono a vedere come stavano realmente le cose; lui ha visto e ha cambiato idea e infatti parlando della Valsusa sta dalla parte dei NO TAV senza se e senza ma ce ne fossero Il viaggio sulle Alpi in realtà un collage di viaggi e di reminiscenze come dimostra il fatto di saltare avanti e indietro nel tempo prosegue più linearmente lungo l’Appennino diventando un vero e proprio rally su una vecchia Topolino decappottabile Anche ui incontri e avventure; tra gli altri Francesco Guccini e Vinicio Capossela Tonino Guerra non c’è per Tiziano Terzani è troppo tardi e molto altro Bellissimo libro La bellezza e la verità di descrizioni e paesaggi fanno perdonare ua e là troppe ripetizioni per uanto motivate l’impoverimento e l’imbarbarimento delle campagne per procurare braccia alla nascente industrializzazione; un mondo devastato abbandonato e uasi irrecuperabile; la forza delle madri divinità precristiane di cui in Appennino si respira l’afflato eccetera mentre dall’altro lato ci sono episodi uasi divertenti come uando si prende a botte con un lombardo che vorrebbe applicare agli orsi sloveni gli stessi principi di cui agli extracomunitari “devono restare a casa loro”; o come uando arrivando a Nizza in bicicletta dopo essersi smazzato tutti i valichi alpini del Tour de France dall’Agnello in poi viene scippato del marsupio e pensa che gli sia stato rubato un coltello a cui era molto affezionato donatogli da Mauro Corona; gli telefona; Corona pronuncia una terribile maledizione che cadrà su chi toccherà il coltello; il coltello viene ritrovato in fondo a uno zaino; Rumiz non lo tocca e ritelefona a Corona il uale deve prodursi in una contro maledizione per la uale occorrerà una settimana Ma perché diavolo i triestini sono tutti così avventurosi socievoli e colti e noialtri dell’altro lato siamo invece chiusi ristretti e poco comunicativi???


  10. Piotr Potapinski Piotr Potapinski says:

    Opowieść płynie jak górska rzeka Raz niespokojnie i bystro raz rozlewa się i uspokaja Czasem tajemnicza i trudna czasem jasna i konkretna Wątkiem łączącym niemal wszystkie reportaże jest smutek poczucie utraty czegoś ważnego może nawet złość na polityków i innych decydentów Można miejscami odnieść wrażenie że Rumiz jest antynowoczesny ale nie sądzę żeby tak było jest raczej po prostu rozczarowany powolnym umieraniem Italii takiej jaką była przez stulecia Tłumaczenie jest fantastyczne nie znam włoskiego ale tekst jest poetycki i bogaty i nie kuleje jak to niekiedy ma miejsce z tłumaczeniami


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